Un percorso di continuità centrato sulla persona per l’imaging pediatrico con mezzo di contrasto: mantenere un unico contesto multisensoriale nei passaggi tra casa, ospedale e scanner

Euterpe-RAD: il percorso che accompagna i bambini all’esame con mezzo di contrasto portando con sé le voci, la musica e le immagini di casa. Frontiers in Health Services. 2026;6:1940926. doi:10.3389/frhs.2026.1940926

Per un bambino di sei anni, una TC con mezzo di contrasto vuol dire un corridoio sconosciuto, una stanza piena di macchine, un ago e poi un tunnel in cui restare immobile. Quando tutto questo è troppo, si ricorre alla sedazione o all’anestesia generale, con valutazioni, monitoraggio e tempi di risveglio. Esistono già molti modi per aiutare i bambini senza farmaci: video e cartoni durante l’esame, simulatori, la presenza dei genitori, la realtà virtuale. Quasi sempre, però, agiscono su un solo momento. Ciò che il bambino ha imparato a casa rischia di perdersi all’ingresso in ospedale, e la calma raggiunta in sala d’attesa può svanire davanti allo scanner.

Da qui nasce Euterpe-RAD, descritto in un articolo pubblicato il 30 settembre 2026 su Frontiers in Health Services da Tommaso Liuzzi e colleghi dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il percorso porta il metodo musicoterapico Euterpe nella diagnostica per immagini.

Un tema che accompagna il bambino

L’idea si comprende bene in termini musicali. Il percorso non aggiunge un’altra tecnica di preparazione: costruisce un tema, una sorta di filo conduttore, e lo fa tornare in ogni passaggio. Il tema è fatto della storia del bambino: le voci registrate dei familiari, una composizione terapeutica di 3–4 minuti scritta per lui, immagini e video scelti da lui o dalla famiglia.

Il viaggio comincia a casa. Per 5–7 giorni prima dell’esame, due o tre volte al giorno, il bambino ascolta e guarda la sequenza insieme al genitore, che diventa un partner preparato del percorso. Il giorno dell’esame il genitore viene preparato in anticamera. Poi il bambino entra nella sala TC, trasformata in ambiente immersivo da proiezioni sul soffitto e sulle pareti, quattro altoparlanti e luci perimetrali, e ritrova lì la stessa musica e le stesse voci. Riceve anche una piccola luce morbida di cui regola da solo l’intensità. Prima dell’accesso venoso indossa un visore, durante una sessione preparatoria di 5–15 minuti.

L’accesso venoso, il contrasto e l’acquisizione avvengono nella stessa stanza, senza spostare il bambino. Prima dell’iniezione il genitore gli spiega con parole semplici e veritiere la sensazione di calore che potrebbe avvertire, dentro una storia che il bambino conosce, come quella di una trasformazione da supereroe. A esame concluso il contenuto si attenua gradualmente e al bambino viene spiegato che cosa è successo. I protocolli di acquisizione, di dose e di contrasto restano invariati: cambia l’ambiente che circonda l’esame, non l’esame. Uno psicoterapeuta è presente in tutte e cinque le fasi.

Che cosa vuol dire continuità

Gli autori non lasciano la continuità sul piano delle intenzioni e la definiscono in termini verificabili. Il contenuto deve essere identico in ogni modulo che lo usa, e può cambiare il canale (altoparlanti, proiezione, visore) ma non il contenuto. Il contesto va ristabilito intenzionalmente in quattro transizioni prestabilite. I ruoli del genitore e il piano terapeutico devono restare stabili. Che tutto questo funzioni meglio di una buona preparazione limitata a un solo momento è l’ipotesi da cui parte il progetto, e l’articolo non pretende di averla dimostrata.

I primi mesi

Tra aprile e luglio 2026 il percorso è stato proposto a otto famiglie. Sei hanno accettato. Due hanno rinunciato, entrambe per l’impegno organizzativo della fase a casa. Tre bambini hanno iniziato il percorso:

  • percorso completo: uno lo ha completato in tutte le sue fasi e ha eseguito la TC senza sedazione;
  • esclusione: uno è stato escluso per una fotosensibilità emersa nel colloquio iniziale;
  • interruzione: uno ha completato la preparazione a casa, ma non ha tollerato il posizionamento dell’ago.

Per gli altri tre bambini non c’era abbastanza tempo tra la prescrizione e l’esame per svolgere la fase domestica. Hanno ricevuto solo il supporto musicoterapico in ospedale e hanno eseguito la TC senza sedazione. Nessuna risonanza magnetica è stata ancora eseguita con il percorso.

Cosa dicono questi numeri, e cosa no

Questi numeri dicono che il percorso si può realizzare nella pratica di un grande ospedale pediatrico. Non dicono che riduca la sedazione. Le famiglie sono state scelte dai clinici, non c’è un gruppo di confronto, e tre delle quattro TC eseguite senza sedazione hanno seguito un percorso parziale. Le prime esperienze hanno già portato a tre correttivi:

  • verificare la fotosensibilità prima di preparare i contenuti;
  • registrare a parte la riuscita dell’accesso venoso;
  • considerare un preavviso sufficiente come requisito del percorso completo.

Euterpe-RAD è inserito nel programma Buone Pratiche 2026 dell’ospedale. È un riconoscimento organizzativo, non una prova di efficacia. Per quella servirà lo studio prospettico in preparazione, che confronterà il percorso con la preparazione standard e valuterà, tra l’altro, la riuscita dell’esame, il ricorso alla sedazione, la qualità delle immagini e l’esperienza di bambini e famiglie.

Riferimento
Liuzzi T, Napolitano C, D’Arienzo F, Frascari Diotallevi M, Lettori D, Magistrelli A, Secinaro A. A person-centered continuity pathway for pediatric contrast-enhanced imaging: sustaining one multisensory context across home, hospital, and scanner transitions. Frontiers in Health Services. 2026;6:1940926. doi:10.3389/frhs.2026.1940926 (accesso aperto)

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