Il Modello I-SOUND (IncluSive Orchestral mUsic therapy accOrdiNg to the Euterpe methoD) rappresenta un’estensione clinicamente adattata del Metodo Euterpe, progettata per il contesto collettivo orchestrale e orientata a popolazioni condisturbi del neurosviluppo (NDD).
Il processo I-SOUND inizia con una valutazione clinico-funzionale che guida la definizione di obiettivi neurofunzionali e la scelta dei parametri di implementazione (profilo, idoneità al lavoro strutturato, vincoli sensoriali e di stabilità clinica). Su questa base, il percorso si organizza in cicli iterativi in cui la seduta individuale (Individual Music Therapy, IMT) precede sistematicamente la seduta orchestrale (Orchestral Music Therapy, OMT) e viene interposta una latenza programmata, durante la quale si elicita il Multidirectional and Iterative Transfer Process (MIT-P). La sequenza non è un dettaglio logistico, ma un vincolo metodologico: consente di ancorare l’esperienza d’insieme a targeting individuale, di controllare la variabilità interindividuale e di rendere tracciabile il trasferimento verso contesti ecologici, riducendo il rischio che l’orchestra resti un’esposizione multisensoriale non interpretabile sul piano clinico.
Modulo IMT
L’Individual Music Therapy (IMT) è il modulo di targeting neurofunzionale: opera in setting individuale per ingaggiare in modo controllato domini specifici (p.es. predictive timing, integrazione sensori-motoria multimodale, attenzione sostenuta), modulando intensità, complessità e contingenze in funzione del profilo clinico.
IMT produce (i) un “set” di competenze osservabili e (ii) parametri operativi (tolleranza sensoriale, responsività, segnali di disorganizzazione, bisogni di adattamento) che diventano prerequisiti per l’estensione all’OMT. In questa architettura, IMT non è un modulo “preparatorio” in senso generico, ma il livello di controllo che consente al programma di mantenere coerenza clinica in un contesto intrinsecamente più variabile come l’orchestra.
Modulo OMT
L’Orchestral Music Therapy (OMT) è il modulo di integrazione in ambiente d’insieme: trasferisce le competenze sollecitate in IMT dentro una struttura gerarchica, temporale e relazionale (ruoli differenziati, sincronizzazione, cueing multimodale), mantenendo adattamenti pre-specificati per sostenere partecipazione e sicurezza (p.es. modifiche strumentali, riduzione della densità visiva delle partiture PTC, rotazione dei ruoli, pause strutturate).
OMT non “aggiunge” semplicemente socialità: introduce un livello di complessità ecologica in cui diventano osservabili (e potenzialmente allenabili) coordinazione interpersonale, regolazione in tempo reale, stabilità attentiva e flessibilità esecutiva, entro vincoli metodologici che ne rendono possibile la replicazione e la valutazione.
Processo MIT-P
Il Multidirectional and Iterative Transfer Process (MIT-P) è un meccanismo regolativo trasversale che governa (i) la coerenza tra IMT e OMT, (ii) la stabilizzazione degli esiti tra una sessione e la successiva e (iii) la generalizzazione funzionale verso contesti di vita quotidiana. MIT-P opera in modo “multidirezionale” perché monitora e riallinea continuamente le traiettorie tra modulo individuale, modulo d’insieme e contesti ecologici, evitando che i guadagni restino confinati al setting.
MIT-P funge da “snodo decisionale” clinico: quando gli esiti sono ritenuti trasferibili, vengono trasposti in compiti/contesti ecologici; quando sono sufficientemente stabili, consentono progressione e integrazione nell’OMT; quando emergono segnali di fragilità o non-stabilità, orientano aggiustamenti procedurali e ripetizione dei cicli. In questo senso, MIT-P è il dispositivo che rende il modello clinicamente prudente e metodologicamente interpretabile in popolazioni eterogenee.
Ciclicità, temporalità e finalità del percorso
L’architettura è ciclica: la ripetizione programmata di micro-sequenze (IMT → intervallo regolato → OMT) all’interno di macro-cicli settimanali consente di modellare traiettorie longitudinali e di verificare, con criteri di fedeltà e replicabilità, se e in quale misura le competenze si consolidino e si generalizzino. Il modello è esplicitamente presentato come ipotesi clinico-metodologica che richiede verifica empirica; pertanto, la funzione del framework è rendere testabile (e non presupporre) la relazione tra intervento multimodale, integrazione in contesto d’insieme e trasferimento ecologico.
CTA: Per la descrizione completa del framework, dei criteri di implementazione, delle misure di fedeltà e del disegno bifasico di valutazione (STROBE/CONSORT/TIDieR), si rimanda all’articolo scientifico di riferimento Liuzzi et al., 2025.
Per la descrizione completa del framework, dei criteri di implementazione, delle misure di fedeltà e del disegno bifasico di valutazione (STROBE/CONSORT/TIDieR), si rimanda all’articolo scientifico di riferimento Liuzzi et al., 2025.