Musica e Cura

Interventi educativi inclusivi in ambito scolastico

Le attività di Musica e Cura si sono svolte nell’ambito della Terza Missione come interventi educativi inclusivi ad alta rilevanza pubblica, finalizzati al trasferimento di pratiche scientificamente fondate in contesti scolastici e comunitari. Il percorso è stato promosso e interamente finanziato da Il Mondo di Sebastian APS, in collaborazione con l’Associazione Culturale Euterpe APS, con l’obiettivo di favorire l’inclusione scolastica e la partecipazione attiva attraverso la musica.

Il progetto è stato realizzato dal 22 al 25 settembre 2025 presso l’Istituto Comprensivo Michele Greco di Manduria (TA), secondo un percorso formativo di 18 ore complessive, strutturato in moduli teorico-pratici con alternanza di momenti dedicati ai docenti e attività con il coinvolgimento diretto degli alunni.
Nel corso delle attività, la musica è stata utilizzata non come pratica performativa né come intrattenimento, ma come dispositivo strutturato di partecipazione, capace di attivare processi di regolazione emotiva, ascolto condiviso e relazione. Gli interventi si sono svolti in spazi scolastici ordinari (cortili e ambienti comuni), temporaneamente riconfigurati come ambienti musicali inclusivi, accessibili senza prerequisiti tecnici o musicali.

Il percorso ha coinvolto 20 docenti e circa 150 alunni, come attestato dalla documentazione ufficiale dell’Istituto. La progettazione delle attività ha tenuto conto dell’eterogeneità dei profili presenti, includendo bambini e ragazzi con bisogni educativi complessi e condizioni rare, e privilegiando modalità di partecipazione non verbale e collettiva, tali da consentire a ciascun partecipante di collocarsi nell’esperienza musicale secondo le proprie possibilità attentive ed espressive.

La pratica musicale proposta si è basata su esperienze collettive di ascolto guidato, partecipazione corporea, sincronizzazione, attesa e organizzazione condivisa del suono e del silenzio. In questo quadro, la musica ha operato come linguaggio relazionale, favorendo forme di comunicazione ed espressione spesso non accessibili nei setting educativi tradizionali, in particolare in presenza di fragilità complesse.
Un elemento centrale dell’esperienza ha riguardato il coinvolgimento attivo dei docenti, che hanno partecipato al percorso come parte integrante del processo educativo. Le attività hanno sostenuto una maggiore consapevolezza delle dinamiche emotive e relazionali del gruppo classe e hanno offerto strumenti trasferibili nella pratica quotidiana, promuovendo una lettura dei comportamenti degli studenti non in termini di deficit, ma come modalità espressive che richiedono contesti adeguati per emergere.

Le restituzioni qualitative raccolte al termine delle attività – attraverso osservazioni condivise, narrazioni dei docenti e delle famiglie – hanno evidenziato coinvolgimento, apertura emotiva e riconoscimento reciproco, anche in un arco temporale limitato. Tali esiti non sono stati interpretati come risultati clinici né come effetti standardizzabili, ma come indicatori qualitativi di impatto educativo e sociale, coerenti con le finalità della Terza Missione.

L’impatto dell’iniziativa è stato documentato mediante materiali audiovisivi, fotografie, video e articoli di stampa, che hanno restituito la partecipazione attiva dei bambini e dei ragazzi e il coinvolgimento della comunità scolastica. Questa documentazione ha avuto funzione testimoniale e di rendicontazione pubblica, rendendo visibili processi educativi inclusivi difficilmente descrivibili in forma quantitativa.

Nel suo complesso, Musica e Cura ha rappresentato un esempio di come un modello scientificamente fondato possa essere tradotto in pratiche educative accessibili, rispettose della complessità umana e orientate alla partecipazione. L’esperienza ha mostrato che la musica, quando progettata come spazio relazionale e non giudicante, può sostenere processi di consapevolezza, inclusione e crescita condivisa, in linea con la responsabilità pubblica della Terza Missione.

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